I benefici della pet therapy: come gli animali possono migliorare la nostra salute mentale

Chiunque abbia condiviso la propria vita con un animale sa, nel profondo del cuore, quanto possa essere speciale quel legame. Molti di noi conoscono la sensazione di calma che può dare accarezzare un amico a quattro zampe dopo una giornata difficile, o la gioia incontenibile che manifesta al nostro ritorno a casa. Per anni, abbiamo potuto osservare negli animali una capacità quasi magica di portare serenità e conforto. Quello che un tempo era un sentimento istintivo, oggi trova sempre più conferme nel mondo scientifico: gli animali possono essere potenti alleati per la nostra salute mentale. Esploriamo insieme il mondo affascinante della pet therapy e scopriamo come i nostri amici animali possano davvero migliorare il nostro benessere psicologico.

Capire la pet therapy: cos’è e come funziona

Prima di addentrarci nei benefici, è importante fare chiarezza. La pet therapy, termine coniato negli anni ’50 ma con radici storiche ben più antiche, oggi viene definita più correttamente come Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Non si tratta semplicemente della compagnia di un animale domestico, per quanto meravigliosa possa essere. Gli IAA sono interventi strutturati, con obiettivi specifici, che utilizzano la relazione uomo-animale come parte integrante di un percorso di cura o educativo. Le linee guida nazionali italiane, elaborate anche grazie al contributo del Centro di Referenza Nazionale per gli IAA, distinguono principalmente tre tipologie:

  • Terapie Assistite con gli Animali (TAA): Vere e proprie terapie mediche, prescritte da un medico e integrate in un piano di cura più ampio, finalizzate al trattamento di disturbi specifici (fisici, psichici, cognitivi, emotivi).
  • Educazione Assistita con gli Animali (EAA): Interventi con finalità educative o rieducative, mirati a migliorare il benessere psico-fisico, l’autostima, l’adattamento sociale e l’apprendimento.
  • Attività Assistite con gli Animali (AAA): Attività a carattere ludico-ricreativo o di socializzazione, volte principalmente a migliorare la qualità della vita e il benessere generale delle persone in diversi contesti (case di riposo, scuole, ospedali).

In tutti questi interventi, l’animale non è visto come un semplice strumento, ma come un soggetto senziente, un partner nella relazione. Questo approccio, noto come zooantropologia cognitiva, studia proprio la relazione uomo-animale valorizzando l’individualità e le capacità dell’animale stesso. Il successo e la sicurezza degli IAA dipendono da un approccio estremamente professionale. Sono necessarie équipe multidisciplinari composte da medici, psicologi, educatori, veterinari esperti in comportamento animale e coadiutori dell’animale specificamente formati. Gli animali coinvolti – spesso cani e cavalli, ma anche gatti, asini, conigli e persino animali da fattoria in contesti di “Green Care” (interventi che utilizzano le risorse naturali per migliorare la qualità della vita) – non sono animali domestici qualsiasi. Devono superare rigorosi processi di selezione e addestramento, come sottolineato in un’intervista per Il Bo Live UniPD, che ne valutano l’idoneità caratteriale e sanitaria. Il loro benessere è sempre prioritario: le sessioni hanno durata limitata (solitamente tra 30 e 60 minuti) e il loro stato di salute e stress viene costantemente monitorato. Questo garantisce che l’interazione sia positiva e sicura sia per la persona che per l’animale.

L’impatto profondo sul nostro benessere mentale

Ma veniamo al cuore della questione: come agiscono concretamente gli animali sulla nostra mente? I benefici sono molteplici e supportati da evidenze scientifiche crescenti.

Riduzione dello stress e dell’ansia

Uno degli effetti più studiati e documentati è la riduzione dello stress e dell’ansia. Quante volte ci siamo sentiti immediatamente più rilassati semplicemente accarezzando il pelo morbido di un cane o ascoltando le fusa di un gatto? Non è solo una sensazione. La scienza conferma che questa interazione abbassa i livelli di cortisolo, il famigerato ormone dello stress, e contemporaneamente stimola il rilascio di neurotrasmettitori (messaggeri chimici del cervello) legati al benessere. Tra questi spicca l’ossitocina, spesso definita ormone dell’amore o ormone sociale perché facilita i legami affettivi e sociali, ma anche serotonina ed endorfine, associate al piacere e al buonumore. Questo cocktail chimico positivo, come evidenziano esperti del settore, non solo migliora l’umore nell’immediato, ma contribuisce a contrastare stati depressivi e a combattere la solitudine, offrendo una compagnia costante e un affetto incondizionato, privo di giudizio. È interessante notare che questi effetti positivi sono reciproci: anche l’animale mostra un aumento di ossitocina durante l’interazione positiva.

Miglioramento delle abilità sociali e comunicative

Gli animali si rivelano anche straordinari facilitatori sociali e comunicativi. Molti avranno notato come la presenza di un cane possa rompere il ghiaccio tra sconosciuti o incoraggiare una persona timida ad aprirsi. Negli IAA, l’animale agisce da mediatore, creando un ponte relazionale sicuro. Può facilitare la conversazione semplicemente essendo presente, invitando al gioco o offrendo un argomento neutro di cui parlare. Questo è particolarmente prezioso per bambini, anziani spesso isolati, e persone con difficoltà comunicative o relazionali. Studi specifici, come uno discusso su State of Mind, hanno mostrato risultati promettenti della TAA negli adulti con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), evidenziando miglioramenti nella comunicazione sociale e una riduzione di ansia e stress. L’animale offre un feedback immediato e non verbale, in un contesto percepito come sicuro e non giudicante, facilitando l’espressione emotiva e l’apprendimento di nuove abilità sociali.

Stimolazione cognitiva

L’influenza positiva degli animali si estende anche alle nostre capacità cognitive. L’interazione con un animale, specialmente attraverso attività strutturate come quelle proposte negli IAA, può stimolare l’attenzione, la concentrazione, la memoria e le funzioni esecutive (come la pianificazione). Questo si rivela utile in diversi contesti: dai bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), dove alcuni studi citati dal National Geographic suggeriscono una riduzione dei sintomi come la disattenzione, al supporto per persone con patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. La relazione emotiva con l’animale può facilitare l’apprendimento e il ricordo. Attività come dare comandi semplici, ricordare il nome dell’animale o raccontare esperienze passate legate agli animali possono stimolare la memoria e la narrazione, rafforzando il senso di identità, come osservato in alcune applicazioni descritte da OK Salute.

Oltre la mente un approccio olistico al benessere

Il benessere mentale è intrinsecamente legato a quello fisico, e anche qui gli animali possono dare un contributo significativo, inserendosi in un approccio olistico alla salute.

Benefici per la salute fisica

È ormai noto che possedere un animale domestico, in particolare un cane, è associato a uno stile di vita più attivo. Le passeggiate quotidiane, il gioco all’aperto… tutto questo si traduce in benefici cardiovascolari. Studi citati da diverse fonti, tra cui GuidaPsicologi e l’American Heart Association, indicano una correlazione tra il possesso di animali e la riduzione della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo e trigliceridi. Addirittura, interagire con un animale sembra poter influenzare positivamente il nostro sistema immunitario. Un sondaggio menzionato da La Repubblica rivela che molti italiani percepiscono questo legame, e ricerche preliminari suggeriscono un possibile aumento delle immunoglobuline A (IgA), importanti anticorpi, dopo l’interazione con un cane. Meno stress e più movimento: un vero toccasana per corpo e mente.

Applicazioni in contesti sanitari

L’approccio olistico della pet therapy si manifesta pienamente nelle sue applicazioni in contesti sanitari specifici. In pediatria, l’animale facilita la comunicazione, aiuta i bambini ad affrontare ricoveri o malattie, promuove l’empatia (ad esempio, prendendosi cura dell’animale) e riduce l’ansia. In oncologia, offre conforto e supporto emotivo ai pazienti, anche in fasi avanzate della malattia, rendendo meno traumatica l’esperienza. Nei reparti di riabilitazione motoria, cani e cavalli (nell’ippoterapia) diventano potenti motivatori per recuperare le capacità fisiche perdute. Come descritto da My Personal Trainer, anche attività semplici come spazzolare un animale, lanciargli una palla, condurlo al guinzaglio o accarezzarlo seguendo indicazioni precise possono diventare esercizi riabilitativi efficaci. Persino in terapia intensiva, la presenza controllata di un animale può ridurre lo stress del ricovero e favorire l’interazione del paziente, supportando i protocolli riabilitativi.

Un legame che cura riflessioni finali

È fondamentale, però, mantenere un approccio equilibrato. Come sottolineato da esperti su Santagostino Psiche e altre fonti, la pet therapy è un intervento complementare, un supporto prezioso che non sostituisce le terapie mediche o psicologiche tradizionali quando necessarie. È un’alleata, non una panacea universale. Inoltre, non tutte le persone traggono gli stessi benefici e non tutti gli animali sono adatti a questi interventi. La qualità della relazione che si instaura è cruciale, così come la scelta dell’animale giusto per le esigenze e il contesto. La ricerca scientifica, pur avendo già fornito molte conferme sui benefici degli IAA, necessita di ulteriori studi rigorosi per definire protocolli sempre più efficaci e validati, come evidenziato anche dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

L’esperienza condivisa con gli animali ci insegna che ognuno di loro ha una sua unicità e una capacità innata di connettersi con noi a un livello profondo, istintivo e privo di sovrastrutture. La pet therapy, quando condotta con professionalità, rispetto e amore – sia per la persona che per l’animale, come giustamente evidenziato da La Rivista della Natura – riesce a canalizzare questa connessione speciale, trasformandola in uno strumento potente per la cura della mente e dell’anima. Progetti come Restarts di Terre des Hommes, che usa gli IAA per aiutare adolescenti in ritiro sociale (Hikikomori), dimostrano il potenziale concreto di questo approccio nel migliorare il benessere psicologico e facilitare il reinserimento sociale. Guardare negli occhi un animale, sentirne il calore, ricevere il suo affetto senza condizioni… a volte, è proprio lì che ritroviamo un pezzo di noi stessi e la forza per stare meglio. È un legame antico, prezioso, che merita di essere compreso, valorizzato e utilizzato per il bene di tutti, umani e animali.

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